Gare di Tango

(Tratto dal libro “Tango” di Mauro Zompa, AITA 2011)

Il Tango è una danza, quindi un’arte e come tale è sottoposta a parametri di giudizio.
Tali parametri servono a valutare le performances dei ballerini che si esplicano in concorsi o gare di ballo.
Noi italiani, come in genere tutti i latini, abbiamo una ricca tradizione in tal senso ed enumeriamo molti campioni internazionali nelle discipline della danza.
Quando io mi sono avvicinato al Tango, venivo già da un ambiente in cui tutto era improntato alla competizione; pertanto anche in quest’attività era forte per me la spinta a migliorarmi e a misurarmi con gli altri, dimostrando la mia bravura. Era per me del tutto normale che il Tango diventasse disciplina di gara.
Ho quindi partecipato a vari concorsi per vincere titoli e trofei, come in effetti poi mi è successo.
Il problema è che il Tango è stato trattato come disciplina aggiuntiva rispetto ad altri balli; pertanto, all’interno di una competizione, esso era inteso come una unione di quattro, cinque passi da mostrare alla giuria, ma senza quella creatività e improvvisazione che costituiscono il fascino di questa danza.
Chi partecipava a queste gare eseguiva una sequenza precostituita di passi, magari sempre con la stessa partitura musicale.
Le gare di Tango in Italia sono nate verso la fine degli anni ’90 ed io penso di essere stato uno dei pionieri in questo settore, poiché, venendo dalla FDS (Federazione Danza Sportiva), sono stato uno dei primi a portare il Tango in Toscana e a
diffonderlo nelle nostre federazioni.
Tuttavia proprio la novità insita in questa danza mi ha portato ad uno scontro con gli insegnanti degli altri balli. Non avendo essi l’esperienza che io ho maturato nel tempo sia a Buenos Aires sia durante tutto il mio percorso professionale, essi
continuavano a pensare che il Tango fosse quella sequenza preordinata di figure, in cui il ballerino e la ballerina sapevano esattamente che cosa fare, con la stessa base musicale. Evidentemente non era così.
Infatti, mentre all’inizio vi erano molte coppie a queste competizioni, quando la vera gente del Tango si è avvicinata ad esse, ha visto che non avevano nulla in comune con il Tango Argentino che si ballava nelle milonghe.
In questi anni le varie Federazioni hanno organizzato varie competizioni per professionisti, in cui si è sviluppato l’aspetto acrobatico del Tango, ma non si è messa in evidenza una cosa essenziale: la componente creativa e di improvvisazione di questa danza.
Poi, finalmente, è stato organizzato a Buenos Aires il 1° Campionato del mondo di Tango argentino, con un regolamento per il Tango “Salon” e per quello “Escenario” e soprattutto con giudici qualificati.
Questo è molto importante, perché spesso mi sono trovato a far parte di giurie federali per il Tango, insieme a dei giudici che non avevano mai visto una milonga e che valutavano i ballerini in base ai parametri delle danze standard. Sovente dunque vincevano coppie brave in questi balli, ma le cui performance non avevano nulla a che vedere con il Tango argentino!
I campionati del mondo di Tango argentino di Buenos Aires hanno costituito uno spartiacque e un modello per le competizioni di questo genere in tutto il mondo.
La differenza tra questo campionato e gli altri è costituita dal fatto di ballare il tango “Salon” che è quello più diffuso nelle milonghe e ciò costituisce di per se stesso una innovazione.
Inoltre viene anche istituita la gara di tango “Escenario”, la categoria in cui tutti possono esprimersi in grande libertà, senza limitazioni o regolamenti.
I giudici, poi, sono maestri riconosciuti di fama internazionale, che tengono stage in tutto il mondo e la cui competenza è fuori discussione. Negli altri campionati si trovavano spesso come giudici imbianchini, bidelli, persone che svolgevano altri mestieri e che per il solo fatto di aver letto qualche libro sul tango venivano chiamati a valutare i partecipanti.
E in generale, che dire delle gare?
Da quando ballo ho sempre sentito dire che il Tango non poteva essere una danza da competizione, che le gare avrebbero sminuito la natura stessa di questo ballo, ma questo non è successo per le altre danze e neppure avverrà per il Tango.
Ritengo, anzi, che le gare, se fatte con i principi e i regolamenti dei Campionati di Buenos Aires, aiutano i ballerini a confrontarsi e migliorarsi, perché ci si pone un obiettivo da raggiungere, a prescindere dal risultato che si ottiene.
Per fare una competizione occorre prepararsi bene. E prepararsi per il Tango significa andare a ballare nelle milonghe, prendere confidenza con l’ambiente, esercitarsi con molte ballerine.
Il consiglio che do è di partecipare a delle gare non per avere un trofeo, ma per mettersi alla prova e per avere un giudizio da maestri diversi e poi anche per migliorarsi e porsi obiettivi da raggiungere.
La gara di Tango è valida se ha un regolamento: l’uomo guida, la donna segue, non ci sono sequenze prefissate, il Tango è una danza di improvvisazione.
Nella categoria “Salon”, la coppia viene giudicata in base ad alcuni parametri: se ha una buona improvvisazione, se interpreta efficacemente la musica, se si muove correttamente in pista, seguendo il verso anti-orario senza dar fastidio alle
altre coppie.
Contrariamente, se la gara è solo una sequenza preordinata di passi, ciò non ha nessun valore, anzi sminuisce i partecipanti.
Per chi deve organizzare delle gare, in primo luogo occorre che la giuria sia 99 qualificata e ispiri fiducia a chi partecipa; se la giuria è costituita da gente che non balla anche in milonga o è sconosciuta all’ambiente del Tango, perde la sua validità.
Un altro modo di allenarsi alle gare è di organizzarle all’interno di una serata danzante, dando spazio anche ai non-professionisti.
Si possono organizzare anche livelli diversi, a seconda delle competenze acquisite, Il Tango comunque non è una gara; la competizione al massimo per qualcuno può essere ”la ciliegina sulla torta”.
La preparazione dei maestri deve essere finalizzata a ballare bene, a guidare efficacemente la ballerina, a muoversi armoniosamente e all’unisono per la sala.
Solo avendo questi requisiti ci si può poi confrontare eventualmente in gara con altri ballerini, sempre rispettando certi requisiti e se la competizione rispecchia le caratteristiche fondamentali del Tango.

I commenti sono chiusi